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Asma negli adulti: riconoscere i segnali precoci e intervenire per tempo

L’asma non è una malattia solo dell’infanzia: negli adulti può comparire per la prima volta o riacutizzarsi in modo subdolo, confondendosi con altre patologie respiratorie. Riconoscerne i segnali nelle fasi iniziali e affidarsi a un percorso diagnostico appropriato può fare la differenza tra una vita limitata dai sintomi e una qualità di vita pienamente recuperata.
27/02/2026
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Questo articolo è stato redatto a scopo informativo. Le informazioni contenute in questa pagina non intendono sostituire un parere medico. I professionisti del settore sanitario che lo desiderano possono fare clic qui per accedere ai contenuti Orion dedicati all'aggiornamento scientifico. 

Immaginate una persona che da qualche mese tossisce insistentemente ogni volta che rientra in casa dal freddo, si sveglia di notte con una sensazione di peso al petto, fa fatica ad alzarsi al mattino e fare le scale è diventata una fatica improba. Va dal medico convinta di avere una bronchite cronica o, chissà, un po’ di reflusso. Invece, dopo una spirometria, arriva la diagnosi: asma bronchiale ad insorgenza adulta.  

Una diagnosi inaspettata, eppure tutt’altro che rara.

Secondo il Global Asthma Report e il Global Burden of Disease Study, l’asma provoca oltre 450.000 decessi ogni anno nel mondo, la grande maggioranza dei quali è ritenuta evitabile con cure adeguate e tempestive. Eppure, la malattia continua a essere sottodiagnosticata e mal gestita, soprattutto quando esordisce in età adulta. A differenza di quanto accade nei bambini — dove il quadro clinico è spesso più riconoscibile — nell’adulto l’asma può mascherarsi dietro sintomi aspecifici, generando anni di diagnosi errate e terapie inappropriate. 

Una malattia più complessa di quanto sembri

L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree, caratterizzata da ostruzione bronchiale variabile e reversibile, iperreattività delle vie aeree e sintomi ricorrenti come respiro sibilante, tosse, senso di costrizione toracica e dispnea.  

Quello che rende questa patologia particolarmente insidiosa è la sua natura eterogenea: non esiste un unico tipo di asma, ma una famiglia di condizioni con meccanismi fisiopatologici distinti, che le linee guida GINA 2024 (Global Initiative for Asthma) classificano in diversi fenotipi.

Nell’adulto, in particolare, si distingue l’asma allergica — più frequente nei soggetti con storia familiare o personale di atopia — dall’asma non allergica, spesso più grave e refrattaria alle terapie convenzionali. Una forma peculiare è l’asma ad insorgenza tardiva (late-onset asthma), che colpisce prevalentemente donne in età adulta, spesso in assenza di allergeni identificabili.  

Vi è poi l’asma professionale, da non trascurare quando la sintomatologia debutta o peggiora in coincidenza con l’esposizione lavorativa a polveri, vapori o agenti chimici. Un’altra variante, la cosiddetta asma a tosse variante, si manifesta esclusivamente con tosse secca persistente, in assenza di sibili udibili, e può sfuggire facilmente alla diagnosi.

I segnali da non sottovalutare 

Riconoscere l’asma negli adulti richiede un’attenzione particolare, perché i sintomi si sovrappongono frequentemente a quelli di altre patologie: broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), insufficienza cardiaca, reflusso gastroesofageo, disfunzione laringea.  

I segnali che dovrebbero accendere un campanello di allarme includono la tosse persistente, soprattutto notturna o post-esercizio fisico, il respiro affannoso anche a riposo o con sforzi lievi, la sensazione di costrizione o peso al petto, i tipici fischi respiratori (sibili) e la dispnea ricorrente in assenza di infezioni evidenti.

Un elemento chiave è la variabilità dei sintomi nel tempo: l’asma migliora e peggiora, spesso in risposta a fattori scatenanti precisi. Allergeni domestici (acari, peli di animali), inquinamento atmosferico, sbalzi di temperatura, fumo di sigaretta, infezioni virali, sforzo fisico, alcuni farmaci come gli ACE-inibitori o gli antinfiammatori non steroidei (FANS) — tutti questi elementi possono innescare o aggravare la sintomatologia.  

Se i disturbi migliorano spontaneamente o con l’uso di broncodilatatori, la probabilità di trovarsi di fronte a una forma asmatica aumenta considerevolmente.

Tra i fattori di rischio che meritano attenzione ci sono l’obesità — sempre più riconosciuta come fattore predisponente modificabile — il genere femminile (soprattutto dopo la menopausa), la rinite allergica non trattata, l’esposizione lavorativa prolungata a sostanze irritanti e una storia familiare positiva per malattie atopiche.  

Il fumo di sigaretta, oltre a essere un fattore di rischio indipendente, tende a mascherare l’efficacia dei corticosteroidi inalatori, rendendo la malattia più difficile da controllare. 

La strada verso la diagnosi corretta

La diagnosi di asma bronchiale è essenzialmente funzionale: non esiste un singolo esame del sangue che la confermi, ma si basa sull’integrazione tra storia clinica, esame obiettivo e test di funzionalità respiratoria. Lo strumento d’elezione rimane la spirometria con test di reversibilità bronchiale (BDR): si misura la funzione polmonare prima e dopo la somministrazione di un broncodilatatore ad azione rapida e si valuta se l’ostruzione migliora in modo significativo.  

Nei casi dubbi si ricorre al test di provocazione bronchiale che misura quanto facilmente le vie aeree vadano in broncospasmo, o al monitoraggio del picco di flusso espiratorio (PEF) domiciliare nel tempo. L’aggiornamento GINA 2024 ha incluso esplicitamente il PEF come alternativa diagnostica valida nelle realtà con accesso limitato alla spirometria. A completare il quadro possono contribuire la misurazione del FeNO (ossido nitrico esalato), un biomarcatore di infiammazione eosinofilica, e il dosaggio degli eosinofili nel sangue periferico.

Un dato spesso trascurato ma di grande rilevanza clinica: in una percentuale che oscilla attorno al 30% dei soggetti classificati come asmatici gravi, la diagnosi si rivela in realtà errata al momento di una rivalutazione accurata. Questo dato sottolinea quanto sia importante confermare il sospetto diagnostico con criteri oggettivi, prima di avviare terapie a lungo termine.  

Trattare bene e subito: le evidenze attuali

Una volta confermata la diagnosi, l’approccio terapeutico ha subito una revisione sostanziale negli ultimi anni. Le linee guida GINA 2024 segnano una svolta importante: adulti e adolescenti con asma non dovrebbero essere trattati solo con SABA (broncodilatatori a breve durata). Tutti dovrebbero ricevere una terapia che includa corticosteroidi inalatori (ICS), cioè una terapia di fondo/anti-infiammatoria.

Questa indicazione rompe definitivamente il paradigma precedente secondo cui l’asma “lieve” non richiederebbe una terapia continuativa: anche i pazienti con sintomi poco frequenti possono andare incontro a riacutizzazioni gravi o fatali in seguito a trigger come le infezioni virali.

La seconda indicazione di cui tenere conto è lo spostamento, da parte della guida GINA 2024, dell’asse della terapia: il broncodilatatore “di emergenza” da solo non basta più.  

L’approccio preferito è usare al bisogno una combinazione a basso dosaggio di ICS-formoterolo (AIR, anti-inflammatory reliever), perché mentre allevia rapidamente i sintomi grazie al formoterolo, porta con sé anche il corticosteroide inalatorio, intervenendo sull’infiammazione che alimenta l’asma.  

Nei pazienti con sintomi più frequenti o malattia persistente si passa ai livelli successivi: terapia di mantenimento (spesso con schema MART/SMART con ICS-formoterolo, o in alternativa con ICS-LABA) e, se necessario, si aggiungono opzioni mirate come gli antagonisti dei leucotrieni.  

Nei casi di asma grave, dopo una valutazione specialistica del fenotipo, possono entrare in gioco i farmaci biologici diretti contro specifici mediatori dell’infiammazione, come anti-IgE, anti-IL-5/5R, anti-IL-4/13 (e altre opzioni biologiche previste da GINA).

Ma c’è un ulteriore considerazione estremamente importante da sottolineare. Un aspetto spesso sottostimato è l’adeguatezza della tecnica inalatoria: studi documentano che fino all’80% dei pazienti utilizza il dispositivo in modo scorretto, vanificando di fatto l’efficacia del farmaco. L’educazione del paziente, la verifica periodica della tecnica di inalazione e la stesura di un piano d’azione scritto e personalizzato rappresentano componenti irrinunciabili di una gestione ottimale. 

Intervenire per tempo: un diritto, non un caso

L’asma negli adulti è una condizione che può essere gestita con successo quando riconosciuta per tempo e trattata secondo le evidenze disponibili. Ignorare i segnali, ritardare la valutazione specialistica o accontentarsi di terapie sintomatiche non ottimali significa condannarsi a un peggioramento progressivo della funzione respiratoria e della qualità di vita.

I punti fondamentali da portare con sé dopo aver letto questo articolo sono: prestare attenzione alla variabilità e alla ricorrenza dei sintomi respiratori; non sottovalutare una tosse persistente o un affanno insolito; eseguire una spirometria con test di reversibilità prima di escludere o confermare qualsiasi diagnosi; e affidarsi a un approccio terapeutico basato sulle linee guida, che oggi mette al centro la protezione anti-infiammatoria piuttosto che la sola gestione dei sintomi acuti.

La ricerca continua ad avanzare: il 2025 ha portato un ulteriore aggiornamento GINA con una revisione di alcune indicazioni. Seguire questa evoluzione con spirito critico e curiosità è il primo passo per fare del bene — a sé stessi o a chi ci sta accanto. 

 

 

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Referenze

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Altre fonti consultate 

Global Initiative for Asthma (GINA). Global Strategy for Asthma Management and Prevention. Updated 2024. 

Dubin S, Patak P, Jung D. Update on Asthma Management Guidelines. Mo Med. 2024 Sep-Oct

European Respiratory Society (ERS). Linee guida per la diagnosi dell’asma nell’adulto (compendio per i pazienti). European Lung Foundation.

McCracken JL, Veeranki SP, Ameredes BT, Calhoun WJ. Diagnosis and Management of Asthma in Adults: A Review   

Società Italiana di Medicina Generale. Aggiornamenti sulle linee guida GINA 2023-2024. Rivista SIMG. 2024 

Osservatorio Malattie Rare. Asma: una survey nazionale conferma la necessità di un’ottimizzazione terapeutica. 2024.

GINA. Difficult-to-Treat and Severe Asthma in Adolescent and Adult Patients. Pocket Guide. November 2024.  

 

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