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Asma e viaggi: aereo, vacanze, altitudine e farmaci, le regole pratiche per partire sereni

Viaggiare con l’asma è possibile, anche in aereo o in montagna, ma richiede preparazione: controllo dei sintomi prima della partenza, farmaci nel bagaglio a mano, piano d’azione scritto, attenzione ad allergeni, infezioni, freddo, sforzo e altitudine. La regola più importante è partire preparati, non sperare che “andrà tutto bene”.
11/05/2026
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Questo articolo è stato redatto a scopo informativo. Le informazioni contenute in questa pagina non intendono sostituire un parere medico. I professionisti del settore sanitario che lo desiderano possono fare clic qui per accedere ai contenuti Orion dedicati all'aggiornamento scientifico. 

Check-in fatto, gate aperto, vacanza finalmente vicina.  
Poi, in fila mentre aspettiamo di imbarcarci, arriva un colpo di tosse, il respiro si accorcia, e ci si accorge che l’inalatore è nel bagaglio in stiva.  

Per molte persone con asma, il problema non è il viaggio in sé, ma l’imprevisto non gestito.

Ecco perché il tema asma e viaggi va affrontato con realismo, non con paura.  

Partiamo da quello che già sappiamo molto bene: le linee guida GINA ricordano che la gestione dell’asma non si limita alla prescrizione: comprende educazione, tecnica inalatoria, monitoraggio dei sintomi e un piano d’azione scritto, cioè istruzioni pratiche su cosa fare se i sintomi peggiorano.

Questo vale ancora di più quando si viaggia: l’ambiente cambia, gli orari saltano, aumenta l’esposizione a virus, pollini, aria condizionata, fumo, smog, freddo, sforzo fisico o altitudine. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, chi ha un’asma ben controllata può viaggiare serenamente.  
La differenza la fanno tre parole: prevenire, organizzare, riconoscere.

Prima di partire: controllo dell’asma, piano scritto e farmaci

La prima domanda non dovrebbe essere “posso viaggiare?”, ma “la mia asma è ben controllata in questo momento?”. Se nelle settimane precedenti ci sono stati risvegli notturni, uso frequente del farmaco dedicato a calmare episodi acuti, tosse persistente o una recente riacutizzazione, sarebbe prudente, prima della partenza, parlarne con il medico.

Ma una volta capito che - in quel momento - l’asma è ben controllata, prima del viaggio, conviene verificare tre ulteriori aspetti: quantità sufficiente di farmaci a disposizione, eventuali scadenze, sufficiente pratica per una corretta tecnica inalatoria.  

Il CDC Yellow Book, riferimento internazionale di medicina dei viaggi, consiglia alle persone con malattie croniche di portare nel bagaglio a mano farmaci sufficienti per tutta la durata del viaggio e per alcuni giorni extra, in caso di ritardi o imprevisti. Suggerisce anche di tenere con sé informazioni mediche essenziali e medicinali nei contenitori originali.

Per chi usa farmaci biologici, terapie particolari o dispositivi per l’assunzione del farmaco, è utile sapere in anticipo come conservarli e trasportarli. Non tutti i farmaci, infatti, sopportano bene caldo, gelo o lunghi tempi fuori frigo.  

Una breve lettera del medico, soprattutto per viaggi internazionali, può semplificare controlli e comunicazioni sanitarie. 

Asma e aereo: cosa sapere davvero

L’aereo è spesso percepito come il contesto più rischioso, ma per molte persone con asma stabile il volo commerciale non rappresenta un problema.  
La cabina, però - secondo il documento della British Thoracic Society - non equivale, per i passeggeri, come stare al livello del mare. Grazie alla pressurizzazione, per chi si trova a bordo, l’effetto fisiologico è simile a quello che si avrebbe stando a terra a un’altitudine massima equivalente di circa 2.438 metri, cioè 8.000 piedi.

Questo significa che l’aria respirata in cabina contiene comunque meno ossigeno rispetto al livello del mare, ma molto di più rispetto all’ambiente esterno in quota. Per la maggior parte delle persone sane, questa condizione è ben tollerata. Per chi ha una malattia respiratoria, come un’asma severa o non ben controllata, può invece essere utile una valutazione medica prima del volo.

La British Thoracic Society raccomanda di portare tutti i farmaci (e l’inalatore) nel bagaglio a mano, per evitare il problema molto concreto del bagaglio smarrito o non accessibile. Si ricorda che la buona pratica dei farmaci nel bagaglio a mano non vale solo per l’asma: è buona norma che – in viaggio - i farmaci di emergenza debbano essere sempre immediatamente disponibili.

Chi ha asma severa, sintomi persistenti o frequenti riacutizzazioni nonostante la terapia dovrebbe consultare lo specialista prima di volare. In alcuni casi può essere indicato un test di simulazione dell’ipossia in volo, noto come hypoxic challenge test, o una valutazione dell’eventuale necessità di ossigeno durante il viaggio.  

Se dovessero comparire sintomi in volo, la prima cosa da fare sarebbe usare il proprio broncodilatatore seguendo le indicazioni ricevute.  
Se la risposta fosse rapida e stabile, il problema potrebbe considerarsi risolto.  
Se invece i sintomi non dovessero migliorare, tornano dopo poco o si associano a difficoltà a parlare, affanno marcato o senso di peggioramento, bisognerebbe avvisare subito l’equipaggio.  

Vacanze, clima e altitudine: scegliere senza improvvisare

Nel rapporto tra asma e viaggi, la destinazione conta quanto il mezzo di trasporto. Mare, città d’arte, montagna, tropici o crociera espongono a rischi diversi.  

In una grande città possono pesare smog, traffico e ozono; in campagna o in montagna possono incidere pollini, muffe, freddo e sforzo; in hotel possono comparire allergeni indoor, profumi intensi, polvere, moquette o aria condizionata.

L’altitudine merita una riflessione a parte.  
Studi su persone con asma lieve suggeriscono che il viaggio ad alta quota può essere ben tollerato se la malattia è controllata. In uno studio su pazienti con asma lieve impegnati in trekking ad alta ed estrema altitudine nella regione tibetana dell’Everest, i sintomi asmatici non sono peggiorati in modo significativo e gli autori hanno concluso che l’esperienza può essere sicura per (alcuni) pazienti con asma lieve.

Questo non significa che la montagna sia automaticamente innocua.  
Freddo, aria secca, iperventilazione e sforzo fisico possono favorire broncocostrizione in persone predisposte. Uno studio del 2022 su soggetti con asma stagionale lieve ha osservato che la combinazione di ipossia, freddo ed esercizio ad alta quota poteva ridurre il FEV1 in assenza di corticosteroide inalatorio, mentre il trattamento con ICS preveniva questo calo nel gruppo studiato.

La regola pratica che ne deriva è semplice: se si programma un trekking, una giornata di sci, passeggiate oltre i 2.000-2.500 metri o si prevedono attività sportive intense, è meglio parlarne prima con il medico, soprattutto se l’asma non è perfettamente controllata.  

E poi: in viaggio, aumentare lo sforzo gradualmente, proteggersi dal freddo e avere il farmaco a portata di mano può fare una grande differenza.

Farmaci, infezioni e piccoli imprevisti: la checklist intelligente

Un viaggio sereno nasce da una checklist essenziale:

  • I farmaci per l’asma sempre a portata di mano.  
  • Meglio portare una confezione di medicine in più che una in meno
  • Una copia della prescrizione del farmaco sempre disponibile
  • Il piano d’azione scritto e, per i casi d’asma più severi, una breve relazione clinica redatta dal medico curante 

Per i bambini, è bene che anche gli adulti accompagnatori sappiano dove sono i farmaci e avere la prontezza e la capacità di sapere come usarli.

Le infezioni respiratorie sono un altro punto da non sottovalutare: aeroporti, mezzi pubblici, luoghi affollati e cambi di fuso orario possono aumentare la probabilità di raffreddori o influenza, che in molte persone sono trigger di riacutizzazione dell’asma.  

Il CDC, nel suo Yellow Book, ricorda che le infezioni respiratorie possono trasmettersi anche in occasione di un viaggio aereo, ma il rischio non dipende necessariamente solo dal tempo trascorso in volo.  

Spesso entrano in gioco anche altri momenti del viaggio, come la permanenza in aeroporto, le code, i mezzi di trasferimento, gli ambienti affollati e i contatti ravvicinati prima e dopo l’imbarco.

Infine, attenzione a un errore frequente: sospendere o ridurre la terapia di fondo perché “in vacanza sto meglio”. 

Se il medico non ha dato indicazioni diverse, la terapia va mantenuta. GINA ricorda che l’uso regolare dei trattamenti contenenti corticosteroide inalatorio, quando prescritti, è parte della prevenzione delle riacutizzazioni; il solo farmaco al bisogno, per molti pazienti, non è una strategia adeguata.

Conclusione: partire sereni significa partire preparati

L’asma non deve diventare un limite automatico al viaggiare. Deve però diventare un motivo in più per organizzarsi bene. Prima di partire, è utile controllare che i sintomi siano stabili, rivedere la terapia, verificare la tecnica inalatoria e portare con sé un piano d’azione scritto.

In aereo, i farmaci devono essere nel bagaglio a mano e subito accessibili.  
In montagna o ad alta quota, servono gradualità, attenzione al freddo e valutazione medica se l’asma è severa o instabile.  

In vacanza, allergeni, infezioni, smog, aria condizionata e sforzo fisico possono diventare trigger, ma raramente sono ingestibili se previsti.

Il cuore del tema asma e viaggi è questo: non rinunciare, ma non improvvisare.  
La libertà di partire nasce dalla conoscenza del proprio corpo, da una terapia ben seguita e da istruzioni chiare su cosa fare se qualcosa cambia. 

 

 

 

Approfondimenti 

Asma e sonno: perché i sintomi peggiorano di notte e come interrompere il circolo dei risvegli

Asma stagionale: pollini, temporali e cambi di stagione, come prepararsi in anticipo

 

Referenze

Coronado F, Hynes NA, CDC (Centers for Disease Control and Prevention) Yellow Book 2026 edition: Health Information for International Travel - Travelers with Chronic Illnesses, 2025 Apr

Coker RK, Armstrong A, Church AC, Holmes S, Naylor J, Pike K, Saunders P, Spurling KJ, Vaughn P. BTS Clinical Statement on air travel for passengers with respiratory disease. Thorax. 2022 Apr

Henrike K. Huismans; W. Rob Douma; Huib A. M. Kerstjens; Tineke E. J. Renkem, Asthma in patients climbing to high and extreme altitudes in the Tibetan Everest region, Journal of Asthma, Vol: 47, Issue: 6, Page: 614-619, 2010

Pontus Mertsch, Jeremias Götschke, Julia Walter, Carlo Mümmler, Alessandro Ghiani, Ulrike Schürmann, Rosemarie Kiefl, Rudolf Maria Huber, Jürgen Behr, Nikolaus Kneidinger, Katrin Milger, Response to high-altitude triggers in seasonal asthmatics on and off inhaled corticosteroid treatment, World Allergy Organization Journal, Volume 15, Issue 10, 2022

 

Altre fonti consultate

Travelling with Asthma: Essential Strategies for a Safe Trip, Asthma Australia, 28 novembre 2024.

Holiday checklist when you have a lung condition, Asthma + Lung UK, 18 febbraio 2026.

Travelling and holidays, National Asthma Council Australia, 2023.

Traveling With Asthma, Asthma Canada, data non indicata.

Viaggiare in aereo quando si è affetti da una patologia polmonare, European Lung Foundation.

Farmaci e estate: il “ventalogo” AIFA, AIFA. 

L’estate è arrivata: i suggerimenti di AIFA per conservare e utilizzare correttamente i medicinali, AIFA, 12 luglio 2024.

ASMA, BPCO e ALLERGIE in vacanza, FederAsma e Allergie, 4 giugno 2025.

Consulta della Pneumologia, Consigli per viaggiare in sicurezza con Asma e BPCO, Consulta della Pneumologia.

 

 


 

Orion Pharma

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FAQ 

Chi ha l’asma può prendere l’aereo? 
Sì, nella maggior parte dei casi, se l’asma è stabile e ben controllata. Chi ha asma severa, sintomi frequenti o recenti riacutizzazioni dovrebbe consultare lo specialista prima del volo.

Dove vanno messi gli inalatori durante il viaggio? 
Nel bagaglio a mano, sempre. Devono essere accessibili durante il volo o il trasferimento. Portarli solo nel bagaglio imbarcato è rischioso.

Serve un certificato medico per viaggiare con farmaci per l’asma? 
Non sempre, ma è consigliabile nei viaggi internazionali, in caso di farmaci particolari, dispositivi o scorte abbondanti. Una prescrizione o lettera medica può evitare problemi al controllo bagagli.

La montagna peggiora sempre l’asma? 
No. Molte persone con asma lieve e controllata tollerano bene l’altitudine. Tuttavia, freddo, aria secca e sforzo possono favorire sintomi: meglio programmare l’attività con gradualità.

Cosa fare se l’asma peggiora in vacanza? 
Seguire il piano d’azione scritto concordato con il medico. Se i sintomi non migliorano rapidamente, peggiorano o limitano il respiro, bisogna cercare assistenza sanitaria.